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Patto di non concorrenza nel diritto del lavoro cinese

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Secondo il diritto del lavoro cinese, un patto di non concorrenza è un accordo reciproco tra un'azienda e il dipendente che vieta a quest'ultimo di competere con il precedente datore dopo lo scioglimento o la cessazione del contratto di lavoro. Per esempio, per un determinato periodo il dipendente non può lavorare per un'azienda che produce o vende prodotti simili o svolge un'attività analoga a quella del precedente datore, né gestire un'impresa che produce o vende prodotti simili o svolge un'attività analoga.

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A chi si applica un accordo di non concorrenza?

Mentre l'accordo di riservatezza può applicarsi a tutti i dipendenti di un'azienda, quello di non concorrenza è limitato a determinati lavoratori, come alti dirigenti, personale tecnico senior e altre persone tenute a obblighi di riservatezza verso l'azienda. In generale, per alti dirigenti si intendono i responsabili aziendali, i loro vice, il responsabile finanziario, i segretari dei consigli di amministrazione delle società quotate e altro personale previsto dallo statuto societario. Nelle aziende manifatturiere e tecnologiche, inoltre, gli accordi di non concorrenza si applicano a tutti i dipendenti che accedono facilmente ai segreti commerciali dell'azienda, compresi ricercatori e sviluppatori senior, personale tecnico e lavoratori qualificati in posizioni chiave. Anche altri dipendenti che potrebbero conoscere segreti aziendali, come addetti al marketing, contabili e segretari, dovrebbero assumere obblighi di non concorrenza. In sintesi, tali accordi si applicano a tutto il personale che ha accesso ai segreti commerciali essenziali e importanti dell'azienda.

Condizioni di un patto di non concorrenza

In generale, la durata di un patto di non concorrenza inizia con lo scioglimento o la cessazione del contratto di lavoro e non può superare due anni. Anche se l'azienda risolve illegalmente il contratto o il dipendente è costretto a risolverlo, il patto resta vincolante. La premessa, naturalmente, è che l'azienda corrisponda al dipendente l'indennità concordata.

L’importo del risarcimento

Non esiste una disposizione uniforme sull'importo dell'indennità. Secondo la pertinente interpretazione giudiziaria, tuttavia, l'indennità mensile dovrebbe essere pari al 30% della retribuzione media mensile del dipendente nei 12 mesi precedenti lo scioglimento o la cessazione del contratto, o comunque non inferiore al salario minimo locale. Se però l'azienda non corrisponde alcuna indennità, il dipendente ha diritto di recedere dall'accordo di non concorrenza, purché:

- La società non ha pagato per tre mesi l'indennizzo concordato; e
- il dipendente ha comunicato per iscritto alla società la propria intenzione di recedere.

Penale per la violazione del patto di non concorrenza

In un patto di non concorrenza, l'azienda può stabilire che il dipendente debba pagare una penale qualora non adempia all'obbligo di non concorrenza previsto. Non vi sono disposizioni su uno standard specifico per la penale, ma se questa supera di molto il danno effettivamente subito dall'azienda, il tribunale probabilmente ne ridurrà l'importo a propria discrezione.

Fonte: Sophie Mao di China Law Help

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