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SMETTETELA di dirmi di «calmarmi». 🛑🛑 (agli espatriati e ai «moderati» cinesi)

Video recuperato su “Smettetela di dirmi: «Calmati». 🛑🛑 (agli espatriati e ai «moderati» cinesi)”

Questo video è per tutti gli espatriati e i cinesi moderati che mi dicono di “calmarmi”, “essere positivo” e “stare zitto”.

Se la tua reazione alla mia rabbia per la discriminazione razziale è dirmi di tacere... SEI PARTE DEL PROBLEMA.

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Ho letto molti libri sull'esperienza nera in America e parlato di razza con persone bianche per capire come parlarne con i cinesi Han.

E la loro lamentela principale è il “liberal bianco”. Quasi preferiscono il razzismo esplicito del nazista bianco al liberal bianco, per quanto quest'ultimo sia fuorviante e condiscendente quando dice loro: “Fate silenzio! Tacete! Restate positivi! Quando siete arrabbiati e parlate dei vostri problemi dovete pensare ai nostri bisogni!”.

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Permettetemi di concludere con una citazione di Martin Luther King

Devo farvi due confessioni sincere, fratelli cristiani ed ebrei. Prima devo confessare che negli ultimi anni sono rimasto profondamente deluso dal moderato bianco.

Sono quasi giunto alla deplorevole conclusione che il grande ostacolo del nero nel cammino verso la libertà non sia il membro del White Citizens' Council o del Ku Klux Klan, ma il moderato bianco, più devoto all'«ordine» che alla giustizia; che preferisce una pace negativa, cioè assenza di tensione, a una pace positiva, cioè presenza di giustizia; che ripete: «Condivido l'obiettivo che persegui, ma non posso condividere i tuoi metodi di azione diretta»; che crede paternalisticamente di poter stabilire i tempi della libertà di un altro uomo; che vive secondo un concetto mitico del tempo e consiglia continuamente al nero di aspettare una «stagione più conveniente».

La comprensione superficiale delle persone di buona volontà è più frustrante dell’incomprensione assoluta delle persone malevole. Un’accettazione tiepida è molto più sconcertante di un rifiuto esplicito.

Noi non facciamo altro che portare alla luce la tensione nascosta che è già viva. La rendiamo manifesta, affinché possa essere vista e affrontata. Come un ascesso che non può mai guarire finché resta coperto, ma deve essere aperto in tutta la sua bruttezza alle medicine naturali dell'aria e della luce, così l'ingiustizia deve essere esposta, con tutta la tensione prodotta dalla sua rivelazione, alla luce della coscienza umana e all'aria dell'opinione nazionale prima di poter guarire”.